lunedì, 24 dicembre 2007
author: SuburbiaCity @ 17:26
category: religion is fun, angolo della marmotta, cose per cui apprezzo la morte
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Commenti
#1   12 Gennaio 2008 - 09:59
 
Comprendo -non fraintendermi- benissimo ciò che scrivi sulla binettti in relazione alla rivelazione dell'uso del cilicio. E' chiaro, è una cosa che stupisce e potrebbe, POTREBBE farci ridere.
Tuttavia io credo che lei, seppur usi e vivi una fede fatta anche di queste cose (secondo poi ciò che l'opus dei dice), proprio per uqesto vada rispettata.
Io credo che ci sia un'accanimento contro la binetti per la sola ragione che sia l'unica cha abbia vuto le palle fin dall'inizio di dire ai suoi colleghi della margherita: " siamo in un governo con moltissimi partiti di isparazione molto differente dalla nstra, sui temi etici però dobbiamo far valere le nostre ragioni, quindi, se siamo cattolici, non tiramoci indietro". Alcuni l'hanno seguita, altri sono stati in silezio ma in realtà la seguono e altri hanno detto "progresso".
E' pluralismo di idee, cosa legittima.
Come è legittimo il ricorso all'uso del cilicio da parte della binetti.
Ma ormai lei è diventata la "cattiva" perchè dice e vota secondo la sua coerenza (che è analoga a quella di Rossi e Turigliatto che pur io non essendo un fan, anzi, di rifondazione, li stimi), il che emplica caos nella "maggioranza".
se anzichè attacarla per la sua fede, per il cilicio e per le sue idee si attuase un serio sereno dibattito nel quale le si direbbe che, per esempio a te (così come moltissimisissimi altri), è incomprensibile ciò che vive e dice, forse sarebbe melgio.
Altrimenti si fa come (ora fortunatamente sembra non più) l'Unione e la Cdl per questi due anni: ossia due blocconi in enorme litigio con polemiche su tutto, da questioni serie fino a che cravatta porta quel deputato.
...non credi?
utente anonimo

#2   12 Gennaio 2008 - 23:44
 
nel post c'è una citazione delle affermazioni della binetti, non c'è proprio nessun attacco alla sua fede, semmai alla sua palese omofobia che la porta ad affermare cose che non stanno nè in cielo nè in terra: che l'organizzazione mondiale della sanità non sia una lobby degli omosessuali è un fatto, non un punto di vista su cui si può discutere o attuare un dibattito.
Mi è perfettamente comprensibile ciò che vive e dice, semplicemente non sono d'accordo. Non sono d'accordo con le sue opinioni politiche, che lei dovrebbe esprimere senza tirare in ballo cilicio (onestamente non ci tenevo proprio a saperlo), fede cattolica, valori cristiani e compagnia cantante. se i suoi valori sono quelli che li porti avanti, ma senza mettere sempre in mezzo la religione: sai quanti elettori sono d'accordo con lei, pur non essendo cattolici?
Ormai parlare di "valori cristiani" è diventata un'abitudine comoda e semplice, tutti in difesa dei valori cristiani per trasmettere un messaggio rassicurante al pubblico di bruno vespa senza intanto aver detto nulla: quali sarebbero, di grazia, questi valori cristiani? non li vedo granchè applicati, in parlamento.e tantomeno nelle stanze d'albergo (per i deputati UDC).
Quella del cilicio invece è una nota di colore, proprio come le scarpe nel post precedente.
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Binetti"Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario"
Paola Binetti

Questa rubiconda signora ha appena definito l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che dal 1990 non considera l'omosessualità una malattia, come "la lobby degli omosessuali". Ma ceeeerto. E poi c'era la marmotta. Parliamo piuttosto della lobby dei cattolici che giocano al dottore, va.
Ma le donne dell'opus dei (la simpatica Binetti è numeraria della sempre trasparente associazione masochista della chiesa cattolica) non hanno qualche cenone da preparare o qualche cilicio da affilare, di questi tempi? Chi le ha dato il permesso di leggere testi scientifici, poi? Espulsione, espulsione!

Da Wikipedia:
Nonostante l'abolizione dell'Indice dei libri proibiti, avvenuta nel 1966 sotto papa Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II, l'Opus Dei decise di mantenerlo, sotto forma di guida bibliografica, e di aggiornarlo. Per ogni opera viene attribuito un giudizio che va da 1, per i testi che possono essere letti con profitto spirituale, a 6, punteggio che connota la forte "pericolosità" di libri che sono giudicati conflittuali verso l'insegnamento impartito dall'Opus Dei e che possono essere consultati solo con l'esplicito consenso della Prelatura, vale a dire il vertice dell'organizzazione. Tra i libri ritenuti assolutamente da evitare, salvo autorizzazione del Prelato, si annoverano, a titolo di esempio, molti testi fondamentali del marxismo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, Il Decamerone di Boccaccio, quasi tutte le opere di Voltaire e di altri illuministi, oltre a molti riconosciuti capolavori della letteratura italiana e straniera. Persino alcune opere di Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, riportano una valutazione 3 o 4, e pertanto sarebbe necessario consultare i Direttori per leggerle. L'Opus Dei afferma che la guida bibliografica sarebbe una sorta di elenco di letture consigliate e sconsigliate, e che la libertà di decisione ricadrebbe sempre e comunque sull'individuo. Tuttavia omette di dire che, se un fedele usasse frequentemente tale libero arbitrio, sarebbe severamente redarguito ed eventualmente gli sarebbe consigliato di abbandonare l'Opera. A tal proposito esiste un passo esplicito in lingua Spagnola tratto dal Vademecum del governo locale dell'Opus Dei: "Si un fiel de la Prelatura leyera publicaciones erróneas o confusas sin haber pedido consejo y orientación a los Directores, fácilmente se expondría a un grave peligro para su alma. Por eso, si alguien lo hiciera de modo habitual, habría que informar inmediatamente a la Comisión Regional, pues desatender la disposición de pedir consejo sería motivo para que una persona no fuese admitida en la Obra, o en su caso para aconsejarle que pida la salida". La traduzione è la seguente: "Se un fedele della prelatura leggesse pubblicazioni erronee o fuorvianti senza aver richiesto consiglio e orientamento ai Direttori, si esporrebbe facilmente ad un pericolo per la sua anima. Per questo, se qualcuno dovesse farlo abitualmente, si informerà immediatamente la Commissione Regionale; non rispettare la disposizione di chiedere consiglio è motivo di non ammissione all'Opera, o per chi è già incorporato, per consigliare l'uscita dalla prelatura". Anche la visione dei film necessita di esplicita autorizzazione da parte dei superiori; l'Opus Dei infatti mantiene una lista di film la cui visione è permessa nei centri. Qualora un film non fosse presente nella lista, un superiore dovrà revisionarlo, ed eventualmente censurare le parti a suo avviso non rispettose della sensibilità cattolica (scene di nudo parziale o integrale, scene eccessivamente violente).